Quando piove…

Che pace, qui, quando piove!
Che visione stupenda si ha, da questo posto, quando le saette squarciano il cielo oscuro.
Mai, prima d’ora, avevo provato la sensazione della pioggia sul mio pallido viso. Era fresca, gentile. Scivolava giù, facendomi sorridere con il solletico delle sue gocce fredde lungo le braccia.

Adoro i temporali!
Adoro osservare quelle nubi oscure che pensano di poter dominare il cielo. Ma poi… ZAC… è un lampo! La luce dilania l’oscurità. Saetta dopo saetta. Il campo di battaglia torna azzurro, come non mai, sprigionando un arcobaleno in segno di tregua. E il sole fa timidamente capolino dal suo mantello di nuvole bianche.

Ero così attratta da quella magia, che solo adesso mi guardo intorno. Con mio grande stupore, noto la tristezza sui visi della gente. Sono tutti incupiti. Non riesco a scorgere nemmeno un sorriso.
Soltanto quando allungo lo sguardo, vedo una coppia chiedere aiuto ai passanti. Poi la donna urla e impreca contro il cielo. Una bambina giace a terra. accanto ai resti di due auto incidentate. Credo sia sua figlia.
Un ragazzo parla al telefono, probabilmente con i paramedici.

Cammino verso di loro. Voglio offrire loro tutto l’aiuto possibile.
Ad ogni passo, il mio viso si intristisce e il mio corpo raggela. Ma non è per la pioggia.
Sento la tensione nell’aria. Un’aria carica di angoscia.
Pochi metri mi separano da quella giovane coppia ed comincio ad avvertire lo strazio nel pianto di quella donna.
Mi inginocchio accanto a lei, chiedendole in che modo avrei potuto esserle utile.
Lei tace. Io mi limito a comprendere la sua reazione.
Le poggio una mano sulla spalla. Lei mi guarda con sguardo assente, però accenna un sorriso.

In pochi istanti, l’ambulanza arriva e quattro paramedici portano il corpo della piccola dentro al veicolo per accertarsi della sua condizione.
<<La stiamo perdendo! Defibrillatore! Carica a 200!>> … <<LIBERA!>>, tuona uno di loro.

Un lampo, poi il cielo ruggisce. Siamo tutti con il fiato sospeso.
Ma lei non reagisce.
<<Carica a 300… LIBERA!>> … Ne segue una a 360. <<LIBERA!>>.
I medici hanno dichiarato il decesso della loro bambina.

Mi abbandono ad un pianto liberatorio, unendomi al loro dolore e un istante dopo mi sento svenire.
Quando riapro gli occhi, mi ritrovo in un luogo paradisiaco. All’ombra di un salice, accanto a me, i miei nonni mi accolgono in un caldo abbraccio. Un abbraccio che non pensavo avrei ricevuto così presto.

Solo adesso capisco. Io sono Lei.

Mamma, Papà. Non preoccupatevi per me. Io volevo solamente guardare i temporali da una prospettiva diversa.
E prometto che quando pioverà di nuovo, io tornerò ad accarezzare i vostri volti.

 

Reth.

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